Struttura giuridica - Modus Vivendi
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Struttura giuridica

Nel rispetto alla normativa vigente, l’associazione è per sua natura no profit, perciò i suoi fondi sono impegnati in attività sociali. Tutto ciò che, detratti i costi, resta all’ente, è destinato al reimpiego nelle attività sociali. In nessun caso possono essere distribuiti introiti sotto qualsiasi forma ai soci, fatta eccezione per il rimborso delle spese sostenute e correttamente documentate. L’ente appartiene al Terzo Settore nel ramo delle associazioni di promozione sociale.

 

Sono soci dell’Associazione le persone fisiche che ne condividano gli scopi e che si impegnino a realizzarli. Gli associati riconosciuti sono quelli ordinari e onorari. Chi vuole essere socio, dovrà farne richiesta scritta con apposito modulo all’associazione. Dopo aver passato un periodo di prova stabilito dal Consiglio, la domanda del candidato sarà esaminata da quest’organo. Se approvata, il richiedente otterrà la qualifica di socio. La qualità di socio dà diritto a partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione, alla sua vita associativa. Esprime il proprio voto nelle sedi deputate e gode dell’elettorato attivo e passivo per le elezioni degli organi direttivi. I soci sono tenuti all’osservanza dello Statuto, del Regolamento attuativo e delle deliberazioni assunte dagli organi sociali, oltre a versare il contributo associativo annuale stabilito dal Consiglio direttivo. Il socio, inoltre, partecipa alle spese per la realizzazione d’iniziative sportive e culturali, ove fosse necessario e condiviso. I soci possono subire provvedimenti disciplinari in caso di violazione dei principi cui lo statuto s’ispira o di comportamenti non consoni ad essi, fino all’esclusione se tali comportamenti compromettono o minacciano la vita associativa.

 

L’associazione è composta da tre organi sociali principali, l’assemblea dei soci, il consiglio direttivo e il presidente, al pari di tutte le altre associazioni. L’assemblea dei soci è l’organo principale dell’associazione e i suoi membri eleggono i rappresentanti negli altri due organi. È l’organo che approva o disapprova i bilanci, i regolamenti, le attività annuali del Consiglio direttivo, il suo programma strategico. È l’organo che decide in ultimo sulle controversie interne, sulla quota annuale e sul numero dei membri del proprio consiglio direttivo. Tutte le decisioni sono prese a maggioranza semplice tranne i casi di scioglimento o di cambio di modifiche allo statuto. I soci in assemblea, d’altronde, decidono del futuro dell’associazione e nessun altro organo può intervenire in questo.

 

Il Consiglio direttivo è l’organo deliberante dell’associazione, il presidente ne è parte integrante ed è in numero dispari, per garantire fin dove le circostanze lo consentano, la sua capacità di decisione, evitando la parità che comporta la paralisi su una o più questioni. Al Consiglio spetta, tra i vari compiti assegnati dallo statuto, eseguire quanto deciso in assemblea, predisporre i regolamenti, accettare i nuovi soci o le dimissioni, affidare deleghe e redigere i bilanci consuntivi e preventivi. Per diventare consiglieri occorre fare un corso preventivo sulle norme che regolano la vita delle associazioni, sulla gestione patrimoniale e conoscere l’indirizzo strategico seguito dal Consiglio in carica. Il Consiglio eletto decide al suo interno a chi demandare la carica di vicepresidente, quella di segretario e quella di tesoriere.

 

Il Presidente è il volto ufficiale dell’associazione, perché la rappresenta all’esterno. Il suo compito è di dare esecuzione alle decisioni prese in assemblea o nel Consiglio, insieme a quest’ultimo. Fa parte del Consiglio e chi volesse diventare presidente, è tenuto a seguire il medesimo corso formativo simile a quello dei consiglieri.  Inoltre, il presidente uscente è tenuto a dare un rapporto al successore per descrivere la situazione dell’associazione così da offrire un quadro chiaro nel quale opererà.

 

Esistono, poi, degli organi tecnici formati da soci e non soci, specialisti e non specialisti, che s’istituiscono per affrontare in modo temporaneo o permanente delle esigenze o bisogni. Questi organi cercano delle soluzioni che il Consiglio direttivo potrebbe, poi, adottare.