Violenza in Sicilia, l'omofobia colpisce ancora - Uno sguardo alla storia della discriminazione, ieri ed oggi - Modus Vivendi
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Violenza in Sicilia, l’omofobia colpisce ancora – Uno sguardo alla storia della discriminazione, ieri ed oggi

Mirko Miduri picchia un ventenne del suo paese, Augusta, poiché omosessuale. Secondo i carabinieri, si sarebbe trattato di un episodio di bullismo. Il giovane è stato trasferito in carcere. L’omofobia è sempre esistita? E gli omosessuali sono realmente accettati socialmente e pari agli eterosessuali?

 

Augusta (Siracusa). In un tranquillo sabato pomeriggio dello scorso gennaio, nella piazza principale di Augusta, la quiete viene spezzata da un ventitreenne, Mirko Miduri, che passava da lì per caso a bordo della sua automobile. Miduri decide di scendere e prendersi gioco di uno studente ventenne. L’aggressione verbale, tramite piccoli schiaffi inizialmente e forti percosse al volto successivamente, diventa fisica. La vittima non riesce a difendersi, viene ferito gravemente ad un occhio e trasportato all’ospedale Umberto I di Siracusa. Dopo un intervento delicato, il ragazzo rischia di perdere l’uso dell’occhio. Perché? Il  ventenne era dichiaratamente omosessuale. Dopo l’aggressione, Miduri  è scappato, ma alcuni testimoni hanno permesso ai carabinieri di ricostruire l’accaduto e di rintracciarlo nella piazza vicino al luogo dell’aggressione. Il ventitreenne è stato arrestato e ora dovrà rispondere di lesioni gravissime. L’ignoranza ha colpito ancora, l’odio ha rovinato la vita ad un ragazzo, che aveva deciso di vivere liberamente. La discriminazione è sempre esistita, ma mai come ai nostri giorni ha raggiunto livelli così importanti.

Il nostro caso rientra nell’omofobia, avversione nei confronti degli omosessuali, parola nata nel XIX secolo. Infatti, per l’uomo antico era normalissimo desiderare una donna o un ragazzo; la differenza stava nel ruolo sessuale (un vero uomo era attivo nel rapporto). Nell’antica Grecia i cittadini vivevano liberamente nella loro bisessualità, così come gli Dèi che veneravano. Plutarco dice a tal proposito:”…colui che ama la bellezza umana sarà favorevolmente disposto sia verso quella maschile sia verso quella femminile… Gli uomini devono prendere esempio dagli Dèi (che amano entrambi)”.  La situazione era la stessa in tutto il mondo antico. Dal 1800 però le cose cambiano, molti paesi iniziano a criminalizzare l’omosessualità attraverso leggi e gli omosessuali iniziano a venire perseguitati, torturati e condannati.

Molti pensano che oggi l’omosessualità sia socialmente accettata, che ci siamo lasciati alle spalle le discriminazioni e l’odio. La realtà è completamente diversa: nel piccolo, tanti figli di famiglie tradizionaliste hanno paura di dichiarare la loro sessualità, molti vengono rinnegati e cacciati dalle proprie case; altri ancora, come il nostro ventenne siciliano, non riescono a vivere liberamente la loro sessualità, per paura di venire picchiati. A livello mondiale, recentemente degli omosessuali sono riusciti a fuggire dalla Cecenia, paese in cui venivano torturati attraverso l’uso di scariche elettriche e “la sedia” (una sedia elettrica fai da te), seviziati e infine uccisi. Senza il loro racconto, adesso saremmo all’oscuro di questa orribile situazione. Molti hanno perso la vita, altri ancora avrebbero preferito perderla. Adesso vivono nel terrore che i seviziatori possano tornare a prenderli, il rumore delle macchine li terrorizza e sentono ancora le voci dei “compagni” che urlavano di dolore. Siamo sicuri di poter parlare di accettazione? Tutt’ora in Cecenia le cose non sono cambiate e, anche se non se ne parla, moltissimi paesi hanno leggi contro la comunità LGBTQ+ e costringono i propri cittadini alla fuga. E’ possibile venire derisi, torturati e uccisi perché il tuo cuore ama delle persone invece di altre? Evidentemente sì, quindi dovremmo fare più attenzione quando, lamentandoci degli omosessuali che chiedono diritti, li definiamo “già socialmente accettati” ed “esagerati”.

Di Matilda Bonifazio

 

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